Barrafranca, in breve
Barrafranca (IPA: [ˈbarraˈfraŋka]) è un comune italiano di 11 383 abitanti del libero consorzio comunale di Enna in Sicilia.
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Barrafranca risale probabilmente all'antica Ἲβλα Ἡεραῖα (o Galeota o Galatina), poi romanizzata con il nome di Callonania. In epoca normanna l'abitato si chiamò Convicino e divenne feudo della famiglia Barresi, intorno al 1330. Duecento anni dopo, nel 1529, Convicino assunse l'attuale nome di Barrafranca. Il nome del comune, molto probabilmente, deriva in parte da quello del suo fondatore, il Marchese Matteo III Barresi,che propizio' la costruzione delle prime case del comune e in parte (franca) dal fatto che questa città fu dallo stesso Marchese Barresi, per i nuovi abitanti, qui arrivati, esonerata dal pagamento dei tributi fiscali.
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Chiesa Madre del 1728. Edificata sulla preesistente chiesa di San Sebastiano, ha stucchi dei fratelli Signorelli. Importante la statuetta del Santissimo Crocefisso, una acquasantiera con lo stemma dei Barresi. Tele: la Madonna della Purificazione di Filippo Paladini, la Mercede e la Consolata. Chiesa Maria SS. dell'Itria del XV secolo. All'interno è custodita l'Annunziata di Mattia Preti, l'antica tela della Madonna dell'Odigitria e il simulacro ligneo della Nostra Signora del sacro Cuore di Gesù (festa ultima domenica di Settembre). Chiesa Sacro Cuore, in stile moderno. Chiesa San Giovanni Chiesa Madre della Divina Grazia. Costruita intorno al 1650, vanta un portale in pietra intagliata e un quadro di vaste proporzioni raffigurante Maria Santissima delle Grazie.
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L'economia è prevalentemente agricola (con produzione di ortaggi (particolarmente apprezzate le cipolle), frumento, mandorle, olio d'oliva, uva, agrumi) con allevamenti. Sono presenti cinque frantoi ed uno stabilimento di lavorazione della mandorle (quest'ultimo non più operativo). È sviluppato anche l'artigianato (lavorazione del marmo e consimili, ceramica, ferro e alluminio, legno, cornici in gesso, statue in cementizio ecc.), il comparto sartoriale e il commercio. Sono presenti miniere di zolfo (ormai in disuso) e farine fossili.
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È situata su un territorio collinare a sud-ovest del capoluogo, sul versante sud-ovest dei monti Erei, fra i fiumi Tardara e Braemi. Ha un'estensione di circa 53,64 km² e un'elevazione dal livello marino di 448 m. Nella carta topografica edita dall'I.G.M. ricade tra le tavolette Barrafranca 268 III SE e Monte Navone 268 II SO.
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